ROVER P6

"Innanzitutto un chiarimento:
la sigla P6 che identifica i vari modelli di cui parleremo è una sigla interna Rover e non è mai stata ufficialmente usata."

Nella letteratura ufficiale della casa viene sempre fatto riferimento a Rover 2000 e

Rover 3500 o ThreeThousand Five,

per distinguerla dalla sorella maggiore P5,

a sua volta ufficialmente nota

come 3.0 o 3.5 Litre.

ALCUNI CENNI STORICI

Presentata nell' Ottobre del 1963, la Rover 2000 si impose all' attenzione della stampa specializzata in quanto presentava una serie di novità all'epoca impensabili per una berlina di serie.
Costruita su un telaio monoscocca derivato dalle esperienze del prototipo T4, ultimo prototipo Rover a turbina (ma questa è un'altra storia), con i pannelli della carrozzeria imbullonati al telaio; vantava raffinatezze quali 4 freni a disco (posteriori inboard), sospensioni indipendenti con ponte posteriore de Dion, un nuovo motore 4 cilindri con valvole in testa e camera di scoppio Heron ricavata nel cielo del pistone.

Inoltre, il designer David Bache aveva applicato all'interno le prime teorie ergonomiche di sicurezza, con piantone sterzo collassabile, imbottiture nella plancia a protezione delle ginocchia del guidatore e del passeggero, e comandi secondari raggruppati al centro, classificati per funzione, con una forma diversa l'uno dall'altro per poter essere identificati anche al buio. Tra gli optional, la possibilità di montare la ruota di scorta sul baule, per avere maggior spazio dedicato ai bagagli.


Tutto questo rese facile per la Rover 2000 essere eletta Auto dell' Anno 1963
nella prima edizione del premio
.

La produzione iniziò a regime nell'anno 1964, quando cominciarono anche le prime esportazioni.

Nello stesso anno cominciarono le apparizioni sportive del team ufficiale nei rally, culminate nelle vittorie di classe al Monte Carlo nel 1965 e 1966.
Nel 1966 vennero introdotte le versioni
Automatica e TC (Twin Carburettor).
Nel 1968 arrivò un' altra versione (pietra miliare nella storia del modello).
Grazie all' intuito di William Martin-Hurst nel 1964 vennero acquisiti i diritti di produzione del mitico V8 in alluminio che la Buick Motors americana aveva abbandonato, considerandolo antieconomico, e dopo 3 anni di test e "roverizzazione" del motore, questo venne introdotto dapprima sulla gamma P5 (dando vita ai modelli 3.5 Saloon e Coupè) e quindi, il 17 Aprile 1968 venne presentata alla stampa la nuova
P63500.
Disponibile solamente con cambio automatico, l'accoppiamento del grosso motore 3500 con la scocca leggera del modello P6 fu ugualmente lodata e apprezzata dalla stampa specializzata e dal pubblico

(la crisi energetica era ancora di là da venire).

I pochi ritocchi alla carrozzeria (presa d' aria, pneumatici maggiorati) ed al telaio (spostamento della batteria nel baule, vano motore modificato) non toccarono nulla dello styling originale.


Nel 1969 fu introdotta la versione 3500S per il mercato americano (nota come
Federal 3500S per distinguerla dalla successiva 3500S del 1971) che abbinava alla carrozzeria della prima serie un interno totalmente nuovo e rivisto nell'impostazione della plancia e della strumentazione, che sarebbe stato poi ripreso nella seconda serie del modello.

Infatti, nel 1971 venne apportato un restyling della carrozzeria (griglia motore in plastica, cofano con 2 bulbi simmetrici, nuove scritte identificative dei modelli, sottoporta verniciati in Satin Black o Satin Brown a seconda dei colori, furono le modifiche principali) che adottò anche l' interno leggermente rivisto delle versioni 3500 per il mercato U.S.A.
Nell'Ottobre del 1971 venne finalmente presentata la Rover 3500S, che pose fine alle lunghe attese degli appassionati che aspettavano da anni l'accoppiamento del motore V8 con un cambio manuale.

Venne usato il 4 marce della versione 2000 TC opportunamente rinforzato per poter resistere alla potenza e soprattutto alla coppia del motore (le prime versioni con il motore ad alto rapporto di compressione 10,5 : 1 dichiaravano 185 CV SAE). Pochi i cambiamenti rispetto alla 3500 Automatica, con l'introduzione di coppe ruota dal disegno più sportivo, il tetto in vinile di serie e il disegno della selleria a coste (box pleated) disponibile di serie in Ambla (finta pelle) o in pelle a richiesta.

LA PRODUZIONE

ROVER P6 SPECIALI

Lo sapevate che fu costruita una P6 convertibile? 

Nel 1965 la FLM Panelcraft eseguì una conversione della berlina in convertibile a 2 porte.

Purtroppo non venne prodotta a causa dei costi elevati per la conversione, oltre che per la mancanza di capacità produttiva delle linee di montaggio 

(che all' epoca faticavano a consegnare tutte le berline richiesta dal mercato).


Anche la carrozzeria Graber in Svizzera si cimentò con la costruzione di un esemplare unico di convertibile ed alcuni esemplari di P6 a 2 porte 


Con l'introduzione di questo modello,aumentò  anche l'utilizzo della Rover P6 da parte  della  polizia inglese,

che apprezzò moltissimo la combinazione di potenza, tenuta di strada e prezzo d'acquisto contenuto

(chi non ricorda in Inghilterra le P6 con i jam sandvich sui lati ?)

Per ultimo nel 1974 venne introdotta la versione 2200TC, con l'aumento di cilindrata da 1978cc a 2205cc,

che in Italia non venne praticamente mai importata a causa della allora vigente legislazione.

Infatti un certo numero di 2000TC furono prodotte appositamente per il mercato italiano anche dopo la cessazione ufficiale del modello.
Quasi alla fine della produzione nel 1976 ci fu una serie speciale denominata
3500VIP, con molti optional di serie (vetri colorati, aria condizionata) e unica fra tutte le P6 prodotte verniciata in colore metalizzato (Argento) oltre che in Brasilia (un marrone destinato alla gamma SD1).
Alla fine del 1977 la produzione terminò con l' introduzione del modello SD1.


Dalla fabbrica di Solihull uscirono in totale più di 327.000 P6  

 

Inoltre la carrozzeria Zagato costruì nel 1967 una 2000 TZ molto simile alla

contemporanea Fulvia Coupè Zagato.

  

Infine alcune P6 furono dotate di tetto trasparente a tutta lunghezza prodotto dalla Triplex

(reso famoso dalla Corgi Toys con il suo modello n°.275 della Rover 2000 TC).

E che dire delle versioni Tourer o Estoura (station wagon) commercializzate in piccola serie dalla FLM Panelcraft

e da HR Owen