Ecco un appuntamento importante....

Ci troviamo a Stresa per incontrare un gruppo di Roveristi inglesi per l’occasione del rientro in Italia del unico prototipo di Rover P4 Convertible Pininfarina.

Per celebrare i 50 anni dalla costruzione di questo modello unico, il proprietario e collezionista di Rover ha organizzato un viaggio dall’Inghilterra a Torino e ritorno via Germania, Svizzera, Italia e Francia.

Una salutare gita di 2500 km con auto degli anni ’50 scollinando passi alpini che fanno paura anche alle vetture moderne.

Da padroni di casa non potevano mancare di portare i nostri saluti, oltre all’occasione ghiotta di vedere dal vivo un automobile che di solito si vede solo sui libri.

Raggiungiamo il gruppetto di coraggiosi a Stresa, pochi chilometri dal confine svizzero giovedi’ sera

Al raduno erano presenti la P4 Pininfarina, una delle 12 Marauder Rover prodotte di cui 6 ancora circolanti

( breve descrizione nell’articolo di Ruoteclassiche Gennaio 2004 piu’ sotto), oltre 1 P5 3.5 Coupe’, P4 saloon ,le nostre 2 P6 3500S oltre ad altre auto non Rover ( Saab, Alfa Romeo)

e con il piccolo articolo che Ruoteclassiche ci ha gentilmente concesso di scrivere per dare conto ell’evento

La giornata di venerdi’ trascorre tranquilla con la visita al Palazzo Borromeo sull’Isola Bella.

Nel pomeriggio il gruppo si mette in marcia direzione Torino.

La visita al museo Pininfarina, appositamente aperto per noi si svolge il sabato con l’accesso alla collezione dei prototipi normalmente non accessibile al pubblico

Qualsiasi commento e’ superfluo vista l’unicita’ della situazione.

Qui sotto un po’ di storia per gli ignoranti


ROVER PININFARINA DROPHEAD COUPE’ 1952

NHF 800


Questa automobile è basata su un telaio standard Rover 75 del 1952 no. 24360001, spedito in Italia nel novembre 1951 completo di accessori e radio.

La carrozzeria convertibile fu creata da Pinin Farina e quindi l’autovettura venne rispedita alla Rover in Inghilterra.


Esposta per la prima volta al pubblico al Salone dell’ automobile di Earls Court nel 1953, fu  poi inviata alla carrozzeria Mulliner, incaricata di eseguire una copia in alluminio del corpo vettura e verificare la fattibilità industriale del progetto. Sfortunatamente i costi si rivelarono troppo alti e

l’ intero progetto fu abbandonato.


Il prototipo Pinin Farina, immatricolata OGX576, rimase per un certo periodo di proprietà della Rover a Solihull, finchè non venne acquistata da un concessionario Rover, Mr. Apperley. Questi usò la macchina per molti anni, portandola periodicamente in fabbrica per gli aggiornamenti della contemporanea produzione del modello P4. Nel corso degli anni il motore fu sostituito dai più moderni tipi da  90 cv e 105 cv  per finire con il modello da 110 CV no. 76500001A

Furono anche introdotti modifiche al cambio ( leva al pavimento con overdrive) e all’ impianto frenante ( freni a disco anteriori del modello 110 con servofreno)


L’ auto subì in un rovinoso tamponamento all’ inizio degli anni’ 60 e fu ritirata dalla circolazione.

Quindi la parte posteriore fu ricostruita dalla carrozzeria Hoopers utilizzando un baule modificato proveniente da una Bentley Continental e la fanaleria Rover aggiornata. A questo punto l’ auto acquisì il nuovo numero di targa NHF 800 e fu rimessa in circolazione.


Il nuovo acquirente fu Bill Elsey di Thame, che sostituì i paraurti originali con quelli di una Leyland Morris 1800 e fece modificare la plancia originale in metallo con un panello strumentazione e comandi centrali in legno simili a quello di una Jaguar MKII

Bill tenne la macchina finchè a causa dell’età avanzata, non fu costretto a venderla ad un  collezionista olandese.

La macchina fu ri-targata LH-53-XZ e rimase in Olanda per i successivi 10 anni.


Nel 1994 ho riportato la macchina in Inghilterra e ho riavuto la targa originale NHF 800.


Da quando la Rover Pinin Farina è in mio possesso, ho fatto ricostruire a mano i paraurti anteriori e posteriori completi, e ripristinato la plancia in metallo con gli strumenti originali.

Anche il vano motore ha avuto bisogno di cure.

Un grosso foro era stato praticato per fare posto al filtro dell’ aria del motore da 110 cv.

Il foro è stato chiuso e la testata del motore è stata sostituita con quella del motore da 105 cv che permette l’uso dei filtro aria a bagno d’olio originale, con l’utilizzo di doppi carburatori.

Ulteriori aggiustamenti sono stati necessari, con l’ uso della pompa dell’ acqua del motore 100 cv, aste e bilancieri del modello 95 cv e molti altri particolari, dato che il blocco motore da 110 cv ha dimensioni in sistema metrico, mentre i motori precedenti usano ancore le misure inglesi.

L’ impianto elettrico è stato completamente rifatto.

Ora l’ auto si comporta in maniera affidabile con una discreta potenza, mantenendo però l’ aspetto  originale  del vano motore da 75 cv.

E’ stata montata una barra antirollio maggiorata, mentre l’ interno in pelle è stato recentemente restaurato nel colore originale crema. La calandra è stata ricromata.


Un motore da 3 litri revisionato pronto da essere montato aspetta la vettura in Inghilterra al ritorno dalla visita in Italia per il 50 anniversario


Il cammino è ancora lungo per riportare questa macchina al suo originale splendore

Una P4 Cyclops giunta direttamente da Vienna in giornata

Alcune foto d’epoca

Si noti la linea dei parafanghi posteriori diversi dagli attuali

Godetevi alcune immagini mentre ci preparavamo al servizio fotografico...

Alla fine della visita ci dividiamo dal gruppo che prosegue per la Francia, mentre noi rientriamo a Milano, con la soddisfazione di aver visto Rover estremamente rare ma usate ( forse abusate nel caso della Marauder) sulla strada senza patemi nel piu’ puro spirito del collezionista inglese....